Skip to main content

E-commerce – spostamento merci tra magazzini UE in possesso di diverse partite iva UE

Un’operazione frequente che di solito si verifica nelle aziende che vendono online riguarda lo spostamento di beni a se stessi tra due depositi situati in due paesi UE diversi. Non aderendo al regime Call off Stock, COS, sarà necessario aprire una partita iva in ogni paese in cui si stoccherà merce anche se il magazzino non è tuo.

Per quanto riguarda la normativa IVA il trasferimento di beni a se se stessi è una operazione assimilata alle vendite intracomunitarie.

In pratica, quando un venditore residente in Italia invia dei propri beni dal magazzino italiano ad un altro magazzino situato in un diverso Stato UE si realizza una cessione intracomunitaria assimilata. Infatti, lo spostamento di beni in ambito UE è considerata una cessione assimilata alle vendite intracomunitarie non imponibili IVA dato che non è una effettiva vendita ma solo uno spostamento di merce.

Questa operazione deve essere fatturata ai sensi dell’articolo 41, comma 2, lettera c) del D.L. n. 331/93. Inoltre, in relazione a tale posizione devono essere espletati tutti gli obblighi relativi considerando come controparte la propria partita iva estera.

Formalmente è come se fosse una vendita, ma nella sostanza non lo è..

La fattura, ai sensi dell’art. 6 del DPR IVA, deve essere emessa al momento di effettuazione dell’operazione. L’effettuazione dell’operazione per le cessioni intracomunitarie coincide con l’inizio del trasporto o della spedizione al “cessionario “cliente” o a terzi per suo conto (articolo 39, comma 1 del D.L. n. 331/93). Attenzione in quanto spesso i titolari del magazzino non comunicano correttamente tali spostamenti di merce e il venditore (tu) ne viene a conoscenza mesi dopo.

Inoltre, essendo il trasferimento assimilato ad una cessione comunitaria deve essere compilato il modello INTRASTAT come se fosse una vendita B2B UE. Questo è quanto previsto dall’articolo 50 comma 6 del D.L. n. 331/93.

Consigliamo a tal proposito di visionare dei tool per la reportistica del tuo e commerce di soffermarsi nello specifico, al massimo ogni trimestre, sulle sezioni “riepilogo trasferimenti in uscita” in riferimento alla propria partita iva italiana al fine di redigere correttamente le fatture per spostamento merci e poi far redigere e trasmettere il modello INTRASTAT al proprio consulente.

Il trasferimento di beni a se stessi in un altro Stato comunitario, si qualifica come “trasferimento di bene” e non come “cessione comunitaria”. Questo sebbene si tratti di una operazione assimilata alla cessione intracomunitaria, ai fini IVA non comporta l’effettivo trasferimento della proprietà del bene. Per questo motivo i consulenti di Partitaiva24 gestiranno dal punto di vista contabile tali operazioni utilizzando gli appositi conti transitori per spostamento merci (ovvero tali operazioni non sono ricavi imponibili ai fini delle imposte).

In assenza di fatture per tali spostamenti di stock non sarà possibile registrare tali operazioni e redigere correttamente i modelli INTRASTAT.


In caso di controllo da parte delle autorità fiscali estere, sarà necessario procedere con l’emissione di tali fatture e poi all’integrazione di modelli INTRASTAT precedentemente trasmessi in modo incompleto ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso ove possibile.

Consigliamo prima di avviare operazioni di questo genere di muoversi per tempo: identificarsi direttamente ai fini iva nei vari paesi UE o a nominare un proprio rappresentante fiscale nello Stato membro di destinazione dei beni. Poi prendere dimestichezza con i report per visionare gli spostamenti di merce in uscita; emettere le fatture per tali spostamenti e richiedere al consulente dedicato, una consulenza specifica per la corretta gestione di tutti gli adempimenti. Infine accertarsi che nei modelli INTRASTAT tali operazioni vengano registrate.

Quando si fanno le fatture?

Se sei un professionista sei obbligato ad emettere fattura per certificare l’avvenuta prestazione dei tuoi servizi verso il cliente. Più in generale devi emettere sempre fattura verso i soggetti clienti con partita IVA quando si tratta un’operazione B2B, così come quando il tuo cliente è un privato e quindi si tratta di un operazione B2C.

Solo se sei un commerciante al dettaglio o un artigiano, hai la possibilità di scegliere se emettere fattura vs i tuoi clienti privati oppure no. In caso di richiesta del privato della fattura sarai comunque obbligato a doverla emettere.

La funzionalità della fattura è quella di evidenziare in dettaglio tutte le voci e lo scorporo dei totali in base all’aliquota IVA; inoltre la fattura identifica la distinzione tra totale netto (senza IVA), imposta (cioè l’IVA) e il totale lordo (totale netto + IVA).

Attraverso questo documento devi dare evidenza del soggetto che riceve il bene/servizio poiché per l’emissione sono richiesti tutti i dati fiscali: nome, cognome, indirizzo, codice fiscale o partita iva, quanto ha pagato di imponibile e di IVA, la data e il soggetto emittente.

Senza quindi i dati fiscali del cliente, non puoi emettere fattura. Il tuo cliente è tenuto a fornirti i dati per la fatturazione, non può esimersi. (spiegagli che attraverso l’emissione della fattura sei tu che pagherai le tasse, non di certo lui).

Oggi è in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica e dunque per l’emissione delle fatture dovrai necessariamente utilizzare un software, come il Partitaiva24 Cloud, che invii direttamente il file elettronico al sistema d’interscambio di agenzia dell’entrate.

Quando si emettono le autofatture – Regime Ordinario

Se ricevi fatture da soggetti esteri, e sei in regime ordinario, sei tenuto all’emissione di un documento elettronico entro il 15 del mese successivo in cui hai ricevuto la fattura.

Nello specifico le fatture d’acquisto di cui dovrai occuparti sono:

  • fattura d’acquisto per servizi da soggetti UE
  • fattura d’acquisto per servizi da soggetti extra UE
  • fattura d’acquisto per beni da soggetti UE

I documenti da utilizzare per adempiere a tale obbligo sono:

  • TD17: integrazione/Autofattura per acquisto di servizi dall’estero per i quali il cliente italiano è debitore d’imposta
  • TD18: integrazione per acquisto di beni intracomunitari di cui all’art. 46 D.L. n. 331/1993;
  • TD19: integrazione/Autofattura per acquisto di beni ex art. 17, comma 2, D.P.R. n. 633/1972

Nei casi in cui invece l’acquisto di merce sia effettuato da un soggetto Extra UE e l’operazione viene documentata con una bolletta doganale non sarà necessario emettere alcun documento.

Nella pratica dunque dovrai emettere un’autofattura per ciascuna fattura estera ricevuta che ha i presupposti esposti sopra. Potrai emettere tali documenti attraverso il tool di fatturazione presente sul tuo Partitaiva24 Cloud. Ecco i link per le guide:

Cosa è il registro dei corrispettivi

Per corrispettivi si intendono i ricavi conseguiti da artigiani e commercianti al dettaglio, per i quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura a meno che non venga richiesta espressamente dal cliente. Se sei un professionista non puoi utilizzare i corrispettivi ma devi sempre emettere fattura.

Se quindi svolgi un’attività di tipo commerciale, hai un negozio tradizionale o un’e-commerce dovrai compilare un’apposito registro, chiamato registro dei corrispettivi dove giornalmente inserisci gli estremi (la somma complessiva) delle tue vendite.

Esistono due modalità di tenuta dei corrispettivi: cartacea o locale ed elettronici.

La soluzione analogica deve essere utilizzata solo da chi svolge attività di commercio elettronico.

Se hai un e-commerce quindi dovrai munirti di un registro che può essere cartaceo (acquistabile tutt’oggi in cartoleria), di un foglio excel o anche altri tool o software sul mercato.

La compilazione dei corrispettivi consiste nel registrare le entrate complessive di ogni giornata. La loro trascrizione permetterà quindi di determinare il fatturato e di conseguenza anche il reddito valido per il calcolo delle imposte e dei contributi.

Se hai un e-commerce e compili i corrispettivi NON devi avere un registratore di cassa ed emettere documenti commerciali o scontrini, ti basterà solo appuntare il totale giornaliero delle vendite nel tuo registro.

Per ciascuna vendita quindi non va inserito un documento fiscale all’interno del pacchetto.

Passiamo adesso ai corrispettivi telematici. Chi è obbligato a gestire i corrispettivi telematicamente sono coloro che svolgono attività artigianali o commerciali al dettaglio, diverse dal commercio elettronico.

Se hai un negozio tradizionale o sei un piccolo artigiano dovrai quindi gestire i corrispettivi telematicamente munendoti di un registratore di cassa o soluzioni simili. Tale gestione implicherà per te la creazione di un documento che viene rilasciato al cliente per ciascuna transazione giornaliera: lo scontrino o come viene chiamato oggi documento commerciale.

Tale documento viene emesso con un registratore di cassa apposito, chiamato telematico, che a fine giornata invia telematicamente i dati di incasso all’ Agenzia delle Entrate.

Per l’apposito settaggio del registratore di cassa telematico dovrai rivolgerti ad un tecnico locale che ti darà tutte le informazioni circa il suo funzionamento e l’invio automatico dei dati giornalieri verso l’agenzia dell’entrate.

Se fai poche operazioni giornaliere, perché per esempio sei un piccolo artigiano e non vuoi munirti di un registratore di cassa telematico, ti consigliamo di emettere fattura vs ciascun cliente così da non doverti munire di un registratore di cassa.

Ricorda che l’emissione del documento commerciale (scontrino) è alternativa all’emissione della fattura.

Quando emetti una fattura, il corrispettivo non deve essere registrato. In caso contrario infatti andrai a dichiarare la stessa cifra come se l’avessi incassata due volte e dunque andrai a pagare due volte le tasse sulla stessa somma. Stai attento!

Chi deve fare le fatture? Professionisti o Imprese

Se sei un professionista sei obbligato ad emettere fattura per certificare l’avvenuta prestazione dei tuoi servizi verso il cliente. Più in generale devi emettere sempre fattura verso i soggetti clienti con partita IVA quando si tratta un’operazione B2B, così come quando il tuo cliente è un privato e quindi si tratta di un operazione B2C.

Solo se sei un commerciante al dettaglio o un artigiano, hai la possibilità di scegliere se emettere fattura vs i tuoi clienti privati oppure no. In caso di richiesta del privato della fattura sarai comunque obbligato a doverla emettere.

La funzionalità della fattura è quella di evidenziare in dettaglio tutte le voci e lo scorporo dei totali in base all’aliquota IVA; inoltre la fattura identifica la distinzione tra totale netto (senza IVA), imposta (cioè l’IVA) e il totale lordo (totale netto + IVA).

Attraverso questo documento devi dare evidenza del soggetto che riceve il bene/servizio poiché per l’emissione sono richiesti tutti i dati fiscali: nome, cognome, indirizzo, codice fiscale o partita iva, quanto ha pagato di imponibile e di IVA, la data e il soggetto emittente.

Senza quindi i dati fiscali del cliente, non puoi emettere fattura. Il tuo cliente è tenuto a fornirti i dati per la fatturazione, non può esimersi. (spiegagli che attraverso l’emissione della fattura sei tu che pagherai le tasse, non di certo lui).

Oggi è in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica e dunque per l’emissione delle fatture dovrai necessariamente utilizzare un software, come il Partitaiva24 Cloud, che invii direttamente il file elettronico al sistema d’interscambio di agenzia dell’entrate.

Come inserire un nuovo cliente

Per inserire un nuovo cliente con il tuo Partitaiva24 Cloud per prima cosa clicca sulla voce “fatturazione” nel menù che trovi sulla tua sinistra.

Clicca sulla voce “clienti”.

Successivamente clicca sulla voce “Nuovo cliente”

Dovrai compilare una maschera con i dati utili per la fatturazione.

Scegli per prima cosa il tuo tipo di cliente.

  • Individuo: se il tuo cliente è un privato, un professionista titolare di partita iva oppure una ditta individuale
  • Società nel caso il tuo cliente sia una SNC, una SAS, una SRL, una SPA o una società estera
  • Pubblica amministrazione nel caso il tuo cliente sia un ente pubblico

Nel caso di emissione di fattura nei confronti della PA dovrai solo inserire il codice univoco che hai ricevuto e tutti i dati della maschera verrà compilati in automatico.

Nei casi di individui e società invece dovrai inserire tu, tutti i dati. Facciamo un esempio con un individuo.

Seleziona la nazionalità dal menù a tendina.

Per i clienti italiani, dato che la fattura sarà elettronica e verrà trasmessa allo sistema di interscambio, dovrai compilare obbligatoriamente anche il campo codice destinatario o PEC.

Se il tuo cliente è un soggetto business (professionista o impresa) sarà lui stesso a fornirti il codice destinatario (codice alfanumerico formato da sette caratteri), tu dovrai solo riportarlo all’interno dell’anagrafica. Ricorda di inserire il codice in maiuscolo e senza spazi. Se non hai a disposizione il codice destinatario del tuo cliente, contattalo per fartelo fornire, sarà suo interesse comunicartelo per ricevere la fattura.

Nel caso in cui il tuo cliente fosse sprovvisto di codice destinatario o fosse un privato, potrai comunque emettere la fattura. Dovrai valorizzare il campo codice destinatario con sette zeri: 0000000.

Procedi a compilare il campo successivo: “partita iva/codice fiscale”. Se il tuo cliente è un professionista o un’impresa inserisci il suo numero di partita iva. Nel caso sia un privato riporta il suo codice fiscale.

In base al tipo di cliente, se privato oppure business dovrai compilare il campo “nome e cognome” o “denominazione” che appare automaticamente. Procedi poi compilando con indirizzo, città, cap e provincia.

I campi: telefono ed email sono facoltativi, puoi anche non compilarli.

Clicca quindi su “aggiungi cliente” per salvare l’anagrafica.

Cliccando nuovamente sulla voce clienti sopra, trovi tutta la liste delle anagrafiche che potrai cancellare e/o modificare all’occorrenza.

Se vuoi emettere fattura verso il nuovo cliente registrato clicca su vendita(sempre nel menù fatturazione), per creare la fattura.

Nel caso in cui tu voglia emettere immediatamente fattura ad un nuovo cliente potrai compilare e salvare la nuova anagrafica direttamente durante il processo di fatturazione cliccando sulla voce “+destinatario”. In questo modo compilerai e salverai l’anagrafica cliente durante la creazione della fattura.

Ecco